Dr. Luciano Bencivenga

Otorino degli Adulti e dei Bambini

Ostia Lido e Ladispoli

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Medico Chirurgo dal 1979 e Specialista in Otorinolaringoiatria dal 1982,con il massimo dei voti c/o Universita’ “ la Sapienza” Roma
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Domande frequenti

Otorino online

Ho un fastidio alla gola, mi sento come se non potessi ingoiare e mi hanno detto che sicuramente ho il reflusso gastro-esofageo. Sarà vero?

Il reflusso gastro-esofageo è un disturbo di cui soffrono molte persone e prima che diventi un problema che coinvolga anche la faringe è consigliato fare una visita da un otorino attrezzato che sappia effettuare un esame dettagliato, tramite l’utilizzo di fibre ottiche e una radiografia del transito esofageo in posizione eretta ed in trendelemburg, per verificare se il reflusso è presente e fino a che zona dell’esofago arriva.


Ho avuto un improvviso abbassamento dell'udito ad un orecchio. A cosa può essere dovuto? Cosa devo fare?

Se avete un improvviso abbassamento dell'udito ad un orecchio, accompagnato ad un rimbombo, a rumori, e a volte a vertigini e se sentite voci distorte, non perdete tempo con ospedali e farmacie ma prendete immediatamente appuntamento con uno specialista otorino. Le cause di un abbassamento improvviso dell’udito possono essere infezioni virali e batteriche, disturbi circolatori, spasmi, trombosi o addirittura un tumore al nervo acustico. È importante perciò farsi visitare da un esperto che abbia attrezzature in grado di esplorare l’orecchio in maniera curata e approfondita.


Ho un dolore lancinante alla gola che si irradia verso l'orecchio e compare ogni volta che deglutisco; sono preoccupato. Cosa può essere?

Se percepite un dolore acuto, folgorante, ripetitivo, tipo scossa elettrica che si diffonde verso l’orecchio ed interessa la regione delle tonsille, la base della lingua e la parete posteriore della gola, potreste avere la nevralgia del nervo glossofaringeo dovuta a varie patologie, come:

  • faringite cronica riacutizzata;
  • nevralgia a frigore;
  • tumori del cavo rinofarigeo o del faringe.

La prima cosa da fare è sottoporsi ad una vera visita alla gola in video-endoscopia con documentazione fotografica e filmata, per escludere patologie importanti, fotografando il problema reale senza perdere tempo con inutili terapie che saranno solo dei palliativi.


Dottore: mio marito russa tantissimo e va in apnea durante la notte svegliandosi di colpo; vorrei saperne di più

Le apnee nel sonno rappresentano un disturbo molto frequente, caratterizzato da ripetuti arresti del respiro nel soggetto che dorme. La sindrome apnoica compare per cause diverse ed in età differenti e rientra nella competenza dell'otorinolaringoiatra quando le pause del respiro conseguono ad alterazioni anatomiche e/o funzionali delle alte vie respiratorie, cioè del naso e della faringe.

Il sintomo che richiama più spesso l'attenzione è il carattere faticoso e rumoroso del respiro notturno, in altre parole, il fatto che il paziente russi.

In ordine di età, i primi ad essere colpiti sono i bambini, soprattutto quelli con grossolane deviazioni del setto, con adenoidi ingrossate, patologie del palato e obesità.

Le apnee notturne si possono sviluppare anche negli adulti, più negli uomini che nelle donne e con frequenza crescente dopo i 40 anni. Ne sono colpiti soprattutto i soggetti in sovrappeso, con alterazioni patologiche nasofaringee, dediti al fumo ed all'alcool o in cura con farmaci che riducono il tono dei muscoli orofaringei.

Nei soggetti in condizioni di questo tipo, quando le interruzioni del respiro notturno superano determinati limiti di frequenza e durata, s’instaura un deficit cronico della saturazione di ossigeno del sangue che dà luogo a numerosi sfavorevoli effetti: il paziente dorme male e quindi, al risveglio, è già stanco, sonnacchioso e disattento, cosicché, specie ai più piccoli, si attribuisce un’alterazione dello sviluppo mentale. Peraltro, in tutte le età, gli apnoici incontrano difficoltà a mantenere vigile l'attenzione e, di conseguenza, vedono calare sempre di più la resa scolastica o lavorativa e corrono gravi rischi alla guida dell'auto o di altri macchinari. Il calo dell'attenzione è più evidente in quelli in cui agli altri sintomi si aggiunge anche una perdita di udito.

Generalmente, le apnee compaiono dopo un periodo più o meno lungo di solo russamento e, per tale ragione, ogni paziente che russa va attentamente considerato anche da questo punto di vista.

Non deve essere dimenticato che le apnee notturne predispongono, tra l'altro, all'ipertensione arteriosa, all'infarto cardiaco ed agli ictus cerebrali e che, proprio per questo, è assolutamente necessario diagnosticare e trattare al più presto il disturbo.

Tra le cure disponibili, il primo posto spetta alla riduzione del peso ed alla rinuncia ai farmaci sedativi e miorilassanti.

Segue poi la correzione, anche chirurgica, dei difetti anatomofunzionali che causano o aggravano la sindrome apnoica, tenendo tuttavia ben presente che l'efficacia di ogni intervento operatorio è sempre condizionata dalla preliminare normalizzazione della massa corporea.

Infine, è necessario essere consapevoli che esistono situazioni in cui le cause dell'apnea sono di competenza neurologica o internistica cosicché, quando le specialista otorinolaringoiatrico richiederà le relative consulenze, converrà che esse siano espletate quanto prima.


Il mio bambino è sempre raffreddato; è stato operato di adenoidi ma il suo nasino continua ad essere pieno di muco giallo. Cosa potrebbe essere?

Fino alla fine degli anni '80 si credeva che la rinosinusite fosse una patologia molto rara nel bambino perché i seni paranasali troppo piccoli o addirittura non dimostrabili in età pediatrica, non potevano essere oggetto di patologia nei primi anni di vita. Oggi sappiamo che anche i bambini molto piccoli possono presentare la rinusinusite perché le cavità etmoidali e i seni mascellari sono già presenti alla nascita con dimensioni consistenti: i seni sfenoidali sono pneumatizzati a circa 5 anni di età e quelli frontali iniziano a comparire tra i 7 e gli 8 anni. La contiguità di tutti i seni paranasali con zone oggetto di frequente infezione, proprio nei primi anni di vita, li coinvolge frequentemente in processi infettivi più o meno gravi. Nella massima parte dei casi, la rinosinusite acuta batterica rappresenta la complicanza di un'infezione virale delle prime vie aeree. Poiché tutti i bambini, particolarmente nei primi anni di vita, vanno incontro ad almeno 6-8 episodi d’infezione respiratoria ogni anno e questi si complicano nel 5-13% dei casi con una rinosinusite acuta batterica, è facile comprendere come questa patologia sia molto frequente .Il comune raffreddore è il primo sintomo di ogni rinosinusite e vista la continuità anatomica tra cavità nasali e seni paranasali, ogni processo infettivo che interessa il naso, inevitabilmente finisce per colpire anche i seni paranasali, fino a che l’infiammazione indotta dalla rinite è modesta e l'ostio che mette in comunicazione ogni seno paranasale con le cavità nasali rimane pervio, la malattia si manifesta unicamente con i sintomi di un comune raffreddore. L'essudato che si forma nei seni paranasali infiammati viene portato dal movimento delle ciglia della mucosa che riveste i seni paranasali nelle cavità nasali e da queste all'esterno. Il tutto decorre senza rilievi clinici particolari e tende rapidamente a guarigione. Se, tuttavia, la flogosi è intensa, l'edema che ne deriva può condurre alla obliterazione dell'ostio e alla conseguente completa separazione dei seni interessati dalle cavità nasali.

É questo il momento in cui si stabilisce una rinosinusite perché, nel seno escluso dalla comunicazione con le cavità nasali, l'essudato non viene più rimosso e tende a sovrainfettarsi. La flora batterica, già presente come flora saprofita, trova terreno ideale per divenire patogena, proprio nelle modificazioni mucosali indotte dall'iniziale infezione virale che ha causato la rinite e nella mancata eliminazione degli essudati prodotti. Questa sequenzialità di eventi spiega perché oggi si preferisce utilizzare il termine di rinosinusite invece che quello di sinusite, ad indicare proprio che il naso e i seni paranasali sono interessati allo stesso tempo. La differenziazione tra rinite e rinosinusite è facile nelle forme gravi di sinusite ma può essere difficile nelle forme lievi. Ciò spiega anche perché gli esperti hanno seguito un criterio temporale per identificare queste ultime, stabilendo in 10 giorni il limite entro il quale una banale rinite deve guarire e oltre il quale ciò che sembra un raffreddore è in realtà una rinosinusite. Il quadro clinico della rinosinusite è eterogeneo e varia nell'espressività, a seconda dell'età del soggetto, della durata, dei sintomi stessi e soprattutto della gravità . La durata della sintomatologia permette di distinguere tra forme acute (da 10 a 30 giorni), subacute (da 30 a 90 giorni) e croniche(oltre i 90 giorni). In pediatria, le forme subacute e quelle croniche sono decisamente meno frequenti che nell'adulto. Al contrario, rivestono estrema importanza quantitativa le forme acute. La rinosinusite acuta può spesso andare incontro a complicanze, che derivano dalla diretta estensione del processo infettivo alle zone vicine, in particolare all'orbita e alle strutture endocraniche, per continuità o attraverso i vasi sanguigni . Le complicanze sono relativamente più frequenti nel bambino rispetto all'adulto, soprattutto come conseguenza delle peculiarità anatomiche del primo che ha pareti sinusali più sottili, forami vascolari di dimensioni maggiori, ossa più porose e suture non saldate. Le complicanze che interessano l'orbita sono, nel complesso, quelle di maggiore frequenza perché costituiscono il 90% circa del totale. In generale, il 3% dei casi di rinosinusite può complicarsi con la comparsa di cellulite orbitaria. Per quanto riguarda la rinosinusite ricorrente o cronica, solo una minoranza dei casi di si realizza in soggetti senza patologie di fondo, come conseguenza di episodi ricorrenti di infezione delle alte vie aeree; assai frequentemente è presente una condizione di base locale (marcata ipertrofia adenoidea, anomalie anatomiche delle ossa nasali e poliposi nasale) o sistemica (allergia, fibrosi cistica, difetti immunitari, discinesia ciliare isolata o nel contesto della sindrome di Kartagener) che predispone all'ostruzione degli osti dei seni paranasali e che va affrontata prioritariamente se si vuole ridurre o eliminare il problema sinusale. Un'infezione virale delle vie aeree superiori tende, nella maggioranza dei casi, a risolversi spontaneamente nel giro di 5-7 giorni e quando persiste più a lungo presenta un miglioramento significativo entro 10 giorni dall'inizio .

Inoltre, un'infezione virale delle vie aeree superiori non si manifesta mai con un quadro di notevole gravità. Un'infezione delle via aeree superiori non tende a risolversi né a migliorare nell'arco di 10 giorni e tutti o parte dei sintomi presenti all'esordio (rinorrea, tosse prevalentemente notturna, febbricola) persistono oltre quest'intervallo temporale; un'infezione delle vie aeree superiori decorre fin dall'inizio con un quadro di notevole gravità: febbre elevata, compromissione dello stato generale, rinorrea purulenta, cefalea e dolori al viso e permane invariato per almeno 3 o 4 giorni o tende, addirittura, ad evolvere negativamente per la comparsa di complicanze oculari o endocraniche. Un'infezione delle vie aeree superiori si risolve completamente nel giro di 3 o 4 giorni, ma prima della scadenza del 10° giorno si ripresenta con tutti i suoi sintomi (febbre, rinorrea, tosse).

La rinosinusite subacuta batterica è una forma che decorre con le caratteristiche della forma acuta, con persistenza dei sintomi più prolungata. Avendo la stessa eziologia della forma acuta, va considerata una variante di questa e affrontata nello stesso modo. Se si ipotizza, invece, una forma allergica, guidati anche in questo caso da un'accurata anamnesi, sarà opportuno eseguire prick test e nei casi di dubbia positività, il dosaggio plasmatico di IgE totali e specifiche (PRIST e RAST). Molto spesso, la rinosinusite del bambino e dell'adulto, nelle sue diverse forme, non viene assolutamente riconosciuta come tale, oppure viene trattata solo con lavaggi nasali con la fisiologica, con aerosol nasali. Questi metodi non sono assolutamente sufficienti per guarirla e pertanto i piccoli pazienti giungono all'osservazione dello specialista otorino soltanto dopo mesi, rendendo sempre più difficile il compito del medico. Non sottovalutate questa malattia e i sintomi che l'accompagnano e ricordatevi che la maggior parte delle malattie del bambino sono di orecchio naso e gola e pertanto di pertinenza dell’otorinolaringoiatra.


Dottore ho le vertigini, mi gira la testa e mi sento confuso; cosa puo essere?

Cosa sono le vertigini

Si definisce vertigine una falsa sensazione di rotazione del proprio corpo o della testa, oppure degli oggetti dell'ambiente circostante. È una sensazione illusoria e spiacevole che provoca nausea, vomito, tachicardia e, a volte, diarrea. La causa è un disturbo del senso di orientamento per un'alterata funzione dell'apparato uditivo. In alcuni casi, le vertigini causano un’instabilità motoria e una camminata disequilibrata e provocano la sensazione di testa confusa, deficit momentanei della vista, parestesie e mal di testa. Talvolta poi insorgono stati emotivi di ansia e depressione, che aggravano i sintomi vertiginosi oppure, in casi estremi, inducenti atteggiamenti di isolamento nella propria abitazione o addirittura nel proprio letto, per la grande paura dello scatenarsi di nuove crisi.

Le cause

Occorre sottolineare che le vertigini sono un sintomo e non una malattia e quindi si riferiscono a una disfunzione dell'apparato dell'equilibrio o di sistemi celebrali a questo connessi. Vediamo alcuni dei fattori che possono causarle.

  • Colpo di frusta
    Per colpo di frusta s’intende una traumatica escursione della testa, come avviene in un tamponamento automobilistico. In questo caso, il corpo viene proiettato violentemente in avanti mentre la testa viene spinta bruscamente indietro e successivamente, durante la fase di decelerazione e arresto dell'auto, in avanti. Le lesioni che derivano da questo particolare tipo di incidente sono di diversa natura e gravità; la muscolatura del collo, le vertebre e, raramente, i dischi tra loro interposti possono infatti subire stiramenti, schiacciamenti e spostamenti. Ebbene, i sintomi conseguenti, a volte silenti anche per settimane o per mesi, sono dolori locali, mal di testa, formicolii alle mani o al viso e, appunto, vertigini spesso accompagnate da nausea o vomito. Talvolta, queste si presentano subito dopo l'incidente o il trauma perché il violento spostamento della testa provoca l'altrettanto veloce movimento del liquido interno dell'apparato dell'equilibrio, oppure si verificano più tardivamente perché i muscoli del collo si induriscono tanto da comprimere, senza occludere, particolari vasi sanguigni che apportano il sangue all'organo dell'equilibrio;
  • Artrosi cervicale
    Questo è un lento processo degenerativo delle strutture ossee della colonna vertebrale, causato da scarsa attività fisica, traumi, scorrette posizioni lavorative che si modificano nella forma e nella posizione tra loro, dando molte volte dolore locale e limitazioni ai movimenti. In alcune persone sofferenti di artrosi cervicale può accadere che la malattia causi una compressione delle arterie vertebrali ruotando e anche flettendo il capo verso destra o verso sinistra. Conseguenza di ciò, è la comparsa, spesso improvvisa, di vertigine e nausea. Le vertigini in questi casi insorgono anche durante normali attività della vita quotidiana, come per esempio quando si fa retromarcia con l'automobile, e non raramente possono essere l'unico segno della presenza di un'artrosi cervicale quindi assenza di dolore;
  • Malattia di Menière
    Una causa di vertigini è la malattia di Menière. Questa, per motivi non ancora ben definiti, forse di natura circolatoria locale o come esito di otiti trascurate, è caratterizzata da un aumento abnorme del liquido situato dentro le strutture del labirinto membranoso dell'orecchio interno. La malattia in una prima fase si presenta con lieve diminuzione dell'udito e senso di ripienezza auricolare; in una seconda fase la diminuzione dell'udito si fa più franca ed è accompagnata da fischi auricolari e crisi vertiginose. Infine, nella terza fase, peggiora ancora la ipoacusia e le vertigini diventano sempre più violente, molto frequenti e accompagnate da improvvise cadute a terra della persona sofferente, senza però mai perdita di conoscenza;
  • Labirintiti
    Una delle più note cause di vertigine è sicuramente la labirintite, processo infiammatorio batterico o virale del labirinto membranoso, organo principale dell'equilibrio. Questa è una malattia che in genere deriva da altri disturbi, come per esempio la difterite - fortuna da tempo sotto controllo grazie alle vaccinazioni infantili - oppure le otiti e che si distingue in una forma acuta e in una cronica. La prima ha come sintomi una o più crisi vertiginose accompagnate da segni di infezione come febbre, dolore auricolare e seria diminuzione dell'udito. La seconda è caratterizzata invece da numerose piccole crisi vertiginose con diminuzione dell'udito lentamente progressiva e scarsi segni infiammatori;
  • Intossicazioni
    Non tutti sanno che è possibile soffrire di improvvise vertigini in seguito a intossicazioni. Accade, infatti, che in persone predisposte, dopo un pasto copioso di frutti di mare, crostacei, oppure dopo assunzione di farmaci come il piramidone, l'acido acetilsalicilico e altri, possa insorgere una forte crisi vertiginosa senza diminuzione dell'udito – detta sindrome di Arslan - in cui si è incapaci di alzarsi o addirittura di muoversi nel letto;
  • Sindromi menieriformi
    Esposizioni al freddo o al caldo intensi, stress, strapazzi fisici, tensioni psicologiche, stati ansiosi, pressione arteriosa bassa sono tutte cause non rare di vertigine. In questi casi gli attacchi possono essere lievi, transitori, oppure anche di una certa serietà fino ad assomigliare alla sindrome di Menière senza però le caratteristiche fasi e la grave sordità conseguente. Attualmente, non è ancora possibile stabilire con chiarezza quali siano le cause di queste sindromi e le ricerche sono tuttora orientate a dimostrare possibili disturbi del microcircolo sanguigno, irrorante la zona del labirinto membranoso, in persone con particolari predisposizioni, forse genetiche, alle vertigini.

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